flora dei travertini

Nelle aree termali della piana di Viterbo si è assistito nel tempo, con il progredire del fenomeno dell’antropizzazione, alla progressiva riduzione e frammentazione dei lembi di vegetazione naturale dei travertini che sono oggi rintracciabili solo su superfici ridotte e marginali del territorio, ma che risultano di estremo interesse per le loro peculiarità ecologiche e paesaggistiche e per la presenza di numerose emergenze naturalistiche.




Le proprietà fisiche del travertino e la severità dei fattori ambientali sono determinanti nel favorire l’insediamento di comunità di piante esclusive di questi luoghi. Compongono queste comunità solo specie capaci di contrastare o di sfuggire a tutta una serie di fattori sfavorevoli alla vita delle piante, quali le condizioni di forte stress idrico, le ampie escursioni termiche legate all’irraggiamento solare diretto, le basse temperature invernali e l’intensa azione esercitata dal vento. Tra le diverse strategie adottate da queste piante, figurano la riduzione del ciclo vitale (terofite), il portamento cespuglioso (camefite), la succulenza, la tomentosità.

In questo piccolo giardino roccioso si possono osservare alcune delle specie più rappresentative di questo ambiente particolare.
Sulla “testina”, il travertino più spugnoso e sgretolabile, si sviluppano comunità di piccole terofite pioniere come l'eliantemo annuale (Helianthemum salicifolium), la campanula minore (Campanula erinus), la silene (Silene conica), il piumino (Lagurus ovatus), la stregona (Stachys ocymastrum) e il camepizio (Ajuga chamaepitys).
Su un travertino più compatto troviamo anche diverse specie perenni fra cui il camedrio (Teucrium capitatum), l'acino alpino (Clinopodium alpinum), i perpetuini d’Italia (Helichrysum italicum), l’issopo montano (Micromeria juliana), la piccola felce Ceterach officinarum (erba ruggine) ed alcune specie succulente del genere Sedum, la cosiddetta borracina (Sedum sexangulare, Sedum hispanicum e Sedum dasyphyllum), oltre a varie specie bulbose o rizomatose di grande rilievo come l'asfodelo giallo (Asphodeline lutea), il giaggiolo tirrenico (Iris lutescens), il narciso tazetta (Narcissus tazetta subsp. italicus), Allium chamaemoly, piccolissimo aglio a fioritura invernale, e lo zafferanastro giallo (Sternbergia lutea), con una vistosa fioritura autunnale.

Allium chamaemoly
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.

Campanula erinus
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.

Ceterach officinarum
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.

Clinopodium alpinum
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Iris lutescens
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.

Lagurus ovatus
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.

Narcissus tazetta
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.

Sedum dasyphyllum
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Sedum sexangulare
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.
Sedum hispanicum
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Stachys ocymastrum
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.

Sternbergia lutea
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.

Sternbergia lutea
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.

Silene conica
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.

Asphodeline lutea
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.

Ajuga chamaepitys subsp. chamaepitys
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.