le orchidee

Tutti conoscono la bellezza delle orchidee tropicali ma in pochi sanno che anche in ambienti come questo possiamo trovare molte specie di orchidee spontanee, più piccole ma altrettanto belle. In particolare in primavera, proprio qui al Bagnaccio, possiamo osservare nei prati le ricche fioriture dell'orchidea a farfalla (Anacamptis papilionacea), dell'orchidea minore (Anacamptis morio) e dell'orchidea piramidale (A. pyramidalis).

Anacamptis palustris a sinistra e Anacamptis pyramidalis a destra
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.

Negli ambienti più aridi, soprattutto dove affiora il substrato roccioso (travertino), possiamo trovare alcune specie del genere Ophrys (dal greco “ophrýs”: sopracciglio, per la pelosità del labello), come l'ofride verde bruna (Ophrys sphegodes subsp. garganica) e il fior ragno (Ophrys sphegodes subsp. sphegodes). L’etimologia del nome sphegodes, dal greco “σφηξ”: vespa e “εἷδος”: apparenza, cioè simile a una vespa, sottolinea la particolarità di queste piccole orchidee che “imitano” la forma di insetti, come api, vespe, bombi ecc. per favorire l’impollinazione.

Ophrys garganica
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.
Nelle zone più umide, vicino ai laghetti e nelle aree periodicamente impaludate, sono presenti due specie palustri: l'orchidea acquatica (Anacamptis laxiflora) e l'orchidea palustre (Anacamptis palustris), una specie rarissima ed a rischio di estinzione in Italia, a causa della frammentazione ed alterazione degli ambienti fragili in cui vive.

Anacamptis laxiflora
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.
Conservazione dell'orchidea palustre

La Banca del Germoplasma e l’Orto Botanico dell’Università della Tuscia (Viterbo), nell’ambito di un progetto di conservazione delle orchidee spontanee del territorio, stanno monitorando e studiando dal 2006 la piccola popolazione di Anacamptis palustris presente presso il Bagnaccio, una delle pochissime dell'Italia centrale, che ha subìto un declino demografico molto forte negli ultimi 10 anni per motivi legati alla trasformazione del suo habitat (diminuzione della disponibilità di acqua sulfurea, lavorazione del terreno per scopi agricoli, ecc.). Per questo motivo, dal 2015 alcune piante di questa orchidea sono state prelevate dal loro ambiente minacciato e “traslocate” all’interno del Parco per salvare questa piccola popolazione dall’estinzione.


Orchidee in vitro
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.
Chi le tutela
  • tutte le orchidee sono protette dalla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione, la cosiddetta CITES.
  • Anacamptis palustris è inserita nella Lista Rossa della flora italiana come specie "minacciata"
Lo sapevate che…
  • le orchidee hanno diverse strategie di impollinazione: trappola, rifugio, inganno, produzione di nettare
  • ogni pianta può produrre circa centinaia di migliaia di semi all'anno, piccolissimi e dispersi dal vento, chiamati "dust seeds"
  • i semi germinano solo se entrano in contatto con funghi del suolo che forniscono il nutrimento all'embrione nelle prime fasi di sviluppo
  • le orchidee vivono in simbiosi con funghi che forniscono loro sostanze nutritive attraverso le radici
  • molte orchidee hanno profumi intensi, ne è un esempio la vaniglia