il rospo smeraldino

Il Rospo smeraldino (Bufo lineatus Ninni) è un anfibio anuro. Questo nome deriva dalla fusione di due parole greche αμφί (doppio) e βίος (vita), per indicare che l’animale vive in due elementi, l’acqua e la terra, mentre anuro vuol dire che è privo di coda.

il rospo smeraldino
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.

ciclo risproduttivo del rospo smeraldino
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.
Dove vive

Nei campi aperti, con prati steppici, su substrato sabbioso, calcareo, marnoso o vulcanico, sempre in prossimità di zone umide, vasche e stagni con una profondità di almeno 20 cm. Nelle acque sulfuree questo anfibio tollera una temperatura dell'acqua di 38,4°C, mentre la temperatura minima in cui è stato rinvenuto è di 12°C.
Fino a pochi anni fa il rospo smeraldino era considerato una specie ad ampio areale, esteso dall’Europa occidentale all’Asia centrale e, a sud, lungo tutte le coste mediterranee, incluse alcune oasi Sahariane e la Penisola Arabica. In quest’ampia area geografica in realtà è presente un complesso di specie gemelle, morfologicamente quasi indistinguibili, ma differenziate dal punto di vista genetico.

Cosa mangia

L’adulto si nutre di ragni, mosche, zanzare, lombrichi e chiocciole che cattura estroflettendo la lingua appiccicosa; il girino si nutre di sostanze vegetali e detriti. 

Come canta e perché

I maschi vocalizzano grazie ad un ampio sacco golare mantenuto immerso per metà in acqua. Il canto emesso nelle ore serali e notturne, simile al trillo dei grilli, ha la funzione di attirare le femmine, le quali effettuano una selezione sessuale sulla base delle caratteristiche delle vocalizzazioni.


Come si riproduce

La maturità sessuale è raggiunta attorno ai quattro anni di età. Il periodo riproduttivo generalmente va da marzo a giugno ma nella zona del Bagnaccio la stagione riproduttiva inizia già a febbraio, grazie alla presenza delle acque calde termali.  Nell’accoppiamento il maschio cinge la femmina sotto le ascelle tenendola ben ferma con degli speciali cuscinetti nelle dita. 
La deposizione delle uova ha luogo in corpi d’acqua, anche salmastri, ampi e poco profondi. Le uova vengono deposte sotto forma di cordoni gelatinosi, che contengono da 5.000 a 17.000 uova, di una lunghezza anche di 5 m.
Le uova nel Parco sono state deposte nel mese di marzo e i girini metamorfosano dopo circa 2-3 mesi dalla schiusa delle uova.

uova di rospo smeraldino
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.

girini di rospo smeraldino
foto gentilmente fornite dalla Università degli Studi della Tuscia - Orto Botanico Angelo Rambelli.
Chi lo tutela

  • Convenzione di Berna, Allegato II, che ne vieta la cattura, la detenzione, l'uccisione e il deterioramento o la distruzione dei siti riproduttivi;
  • Comunità Europea- Direttiva HABITAT 92/43 CEE, Allegato IV “Specie di interesse comunitario che necessitano di una rigorosa protezione”;
  • Regione Lazio con la L. R. 5 Aprile 1988, n. 18 che tutela alcune specie della fauna minore, tra cui il rospo smeraldino, e ne vieta il deterioramento o la distruzione dei siti di riproduzione e di riposo.  

Lo sapevate che…

  • il rospo rappresenta un anello importante nella rete alimentare ed è utile all'agricoltura, grazie alla quantità enorme di insetti e di altri invertebrati di cui si nutre, prevalentemente di notte;
  • può raggiungere gli 11 anni di età;
  • quando viene infastidito dai predatori, secerne dalle ghiandole cutanee la bufalina, un secreto velenoso, color bianco latte, utilizzato come estrema difesa ma pericoloso per l'uomo solo se ingerito.